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Sterilità di coppia
Convenzionalmente si dice che si può parlare di difficoltà riproduttiva quando dopo uno o due anni di rapporti sessuali liberi non si riesce ad ottenere una gravidanza spontanea. Quindi dopo uno o due anni di rapporti sessuali infruttuosi si può cominciare ad effettuare quegli esami che porteranno alla comprensione di quella patologia che ha determinato l'infertilità.
Questo é vero per la maggior parte delle coppie ed in particolari per le coppie dove la donna é mediamente giovane: in quelle coppie dove la donna ha già superato i 35 anni (qualsiasi numero é puramente arbitrario, qui si é scelto il 35° anno per essere più tranquilli) aspettare uno o due anni per iniziare gli esami diagnostici può essere un grave errore. Quindi riassumendo, quando si sospetta una difficoltà riproduttiva, una coppia con partner femminile con meno di 35 anni può aspettare anche un anno prima di iniziare il percorso diagnostico, una coppia dove la donna ha più di 35 anni anni deve iniziarlo immediatamente. Come si é più volte affermato, se esiste un problema é bene eseguire le tecniche appropriate il più presto possibile perché i risultati sono inversamente proporzianali all'età della donna.
Il percorso diagnostico e terapeutico della coppia può durare un tempo più o meno lungo a seconda della competenza del medico che prende in carico i pazienti. La fase diagnostica dovrebbe durare un tempo molto breve, il tempo di eseguire i tre esami diagnostici principali:
Isterosalpingografia.
Esame del liquido seminale.
Monitoraggio dell'ovulazione.
Questi esami vanno eseguiti tutti e tre contemporaneamente.
Uno dei rischi maggiori é quello di concentrare l'attenzione su una delle tre variabili eseguendo un elevato numero di esami tendenti a migliorare la comprensione di quella variabile e trascurando le altre due: può accadere per esempio che si continui ad eseguire un numero elevatissimo di esami del liquido seminale trascurando per esempio di verificare la pervietà tubarica che di per sé é una indicazione assoluta alla fertilizzazione in vitro. Una volta eseguiti questi esami normalmente si riesce a comprendere se sarà possibile una gravidanza spontanea o se sarà necessario ricorrere alla riproduzione assitita (fertilizzazione in vitro).
Una volta eseguiti gli esami predetti normalmente si é in grado di stabilire se la coppia potrà concepire in vivo magari con un piccolo aiuto farmacologico oppure avrà necessita della riproduzione assistita. Le situazioni che più spesso si ritrovano sono elencate successivamente:
a)
Tube occluse o danneggiate: la tecnica di scelta é la fertilizzazione in vitro.
b) Oligoastenospermia, ossia alterazioni della qualità del liquido seminale: in questo caso la decisione da prendere é più complessa. Per alterazioni di grado lieve il primo passo é l'iter andrologico con tentativo di diagnosi della causa che ha determinato l'oligospermia e tentativo terapeutico. Se l'oligospermia é severa o la terapia farmacologica non dà risultato la strada é di nuovo la fertilizzazione in vitro. Nei casi di oligospermia lieve può essere tentata la inseminazione intrauterina.
c) Difficoltà ovulatoria ma tube pervie e liquido seminale nella norma: la gravidanza arriverà con la induzione farmacologica dell'ovulazione, monitoraggio dell'ovulazione e rapporti sessuali mirati in coincidenza della ovulazione.
d) Tube pervie, liquido seminale nella norma e normale ovulatorietà: siamo di fronte a quei casi di infertilità sine causa (visibile): in questi casi spesso la decisione terapeutica non é facile e il comportamento da seguire dipende da alcune altre variabili come l'età della partner femminile e la durata dell'infertilità. Se l'età della donna é giovane e gli anni di attesa non sono molti si può assumere un atteggiamento lievemente attendista, ma se l'età della paziente é avanzata e gli anni di tentativi sono molti é saggio procedere con la fertilizzazione in vitro.
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- published: 03 Apr 2011
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